venerdì, 22 maggio 2009

Ricevo da Fahrenheit - Radio3, attraverso la mailinglist a cui sono iscritta:

Si chiama UniLiber. Consiste nel fornire agli studenti universitari dell'Aquila i libri di testo necessari a sostenere gli esami che sono andati perduti nel terremoto del 6 aprile. Volete dare loro una mano? Avete un volume compreso in questa lista? Se lo avete speditelo a UniLiber, via Saragat 7, presso il CPO (Centro Postale Operativo), 67100 L'Aquila. L'elenco verra' periodocamente aggiornato. Un modo concreto per contribuire alla ricostruzione del tessuto sociale nelle zone colpite dal sisma. UniLiber e' una iniziativa promossa da Fahrenheit e dal Consiglio Studentesco dell'Università dell'Aquila, in collaborazione con il CNGEI (Corpo Nazionale giovani esploratori italiani) e la Protezione Civile.
www.fahre.rai.it ::: fahre@rai.it

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categoria:leggendo, informando
lunedì, 09 marzo 2009
Ho dovuto cambiare l'argomento della tesi, l'idea precedente deve aspettare per trovare il terreno adatto..
Altra ricerca, altra energia.
Ogni tanto ho nostalgia della letteratura pura, cioè della narrativa. Ogni tanto mi concedo un libro per il gusto di leggere, al di là dello studio. Ma lo studio, per ora, è al primo posto.
Non pensavo fosse tanto impegnativo, questo quarto e ultimo anno di formazione in dmt!
Il percorso continua... e mi piace!
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categoria:danzando, scrivendo e meditando
mercoledì, 04 marzo 2009

Ricasco sempre nella stessa debolezza. Non riesco a fregarmene.
Il giudizio degli altri. Ha ancora sempre un peso. Che non mi scivola addosso.
O meglio: la paura del giudizio degli altri. Al di là che avvenga oppure no.
Un fantasma, insomma.
Un fatto sociale, dice Paola, non sono mica l'unica.
Fatto sta che, di tanto in tanto, 'sta cosa mi frega.

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categoria:scrivendo e meditando
venerdì, 19 dicembre 2008

I dubbi sul blog continuano, imperterriti.
Continuo a non trovare il senso di scrivere qui. Ci vanno un tempo e un'energia, che in questo momento mi servono altrove.
E, soprattutto, preferisco l'intimità di un libro, per certe scritture e letture.
Scrivere qui è come urlare al mercato. Non mi piace.
Scrivere banalità mi pare inutile.
Del resto, fuori dal diario non scrivo nulla, in realtà.
Sarà che la scuola mi impegna moltissimo, e quest'anno più che mai. Sarà che conciliare famiglia, scuola e lavoro è sempre un gran casino. Sarà che il mio bisogno è cambiato.
Le parole arrivano fino a un certo punto. Il corpo, col suo movimento spontaneo, la sua danza libera, raggiunge profondità ancora più grandi, esprime verità.
Mi piacerebbe un connubio, di danza e scrittura. Non so come, non so quando. Non so dove. Ma mi piacerebbe.

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categoria:scrivendo e meditando
martedì, 02 dicembre 2008

Nei giorni scorsi mi son proprio goduta Il ritratto di Dorian Gray ed è stata una lettura davvero piacevole. Grazie per i vostri pareri.
Invece ieri è nevicato così tanto ma così tanto, che siamo rimasti a casa tutti e quattro (anzi, sei, gatti compresi) perché c'era il blocco dei mezzi pubblici e non si poteva andare né a scuola, né a lavorare. Che dispiaceeeeeeere...
Stamattina, quando sono scesa in città, ho visto rami di alberi piuttosto robusti spaccati alla grande, addirittura in qualche caso sradicati proprio!
Ma, dico io, qui di neve ne è venuta molta di più, ma proprio molta molta di più, d'accordo non ci ha piovuto sopra, e tuttavia i rami - pur piegati e aggravati dal peso - reggono benissimo.
Però è bella, tutta questa neve, in fondo in fondo.

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categoria:scrivendo e meditando
giovedì, 27 novembre 2008
Sto rileggendo Oscar Wilde dopo non so quanto tempo.
Qualche giorno fa ne abbiamo parlato con Mima e le ho raccontato brevemente la storia. L'avevo letto da ragazza, ma non saprei dire quanti anni avevo. Ricordo che fu una lettura inquietante, così come turbato era Dorian nel vedere se stesso cambiare e rivelarsi. Naturalmente per Mima la trama è intrigante, ma ho voluto darci un'occhiata prima io, per vedere se è una lettura adatta a una ragazzina di 13 anni, piuttosto sveglia e adolescente...
La risposta è che non lo so. La personalità di Lord Henry Wotton, colui che sconvolge la vita di Dorian e lo ammalia coi suoi discorsi sulla bellezza, la giovinezza e l'edonismo, plagiandolo completamente, è fin troppo affascinante.
Sono solo al quarto capitolo, ma lo leggerò in fretta, visto che sono a casa per l'influenza e me ne devo stare buona buona.
Voi che mi consigliate?
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martedì, 25 novembre 2008
Quanto odio l'influenza intestinale!
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sabato, 22 novembre 2008
Niente da fare. L'idea è molto buona, ma non di facile realizzazione. Devo riadattare il progetto e portarlo in più posti. Ho avuto alcuni suggerimenti su "dove". 
Come sempre, se le cose devono andare, andranno. Sennò, sarà altro. E dovrò inventarmi un'altra tesi.
Ma prima devo provarle tutte. 
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martedì, 11 novembre 2008
Domani vado a presentare il progetto che, se va in porto, sarà il tema della mia tesi.
Che Dio me la mandi buona.
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venerdì, 07 novembre 2008

C'è un sacco di gente attorno a me che sta male.
C. ha una malattia progressiva che negli ultimi tempi è peggiorata sensibilmente.
G. è piena di ansie e attacchi di panico e emicranie.
G. sta combattendo contro gli effetti collaterali della chemio.
S. è invischiata in un pantano di ipocondria.

Curvi ed io stiamo frequentando un corso di balli caraibici. Una figata. Ci piacciono, ci divertiamo, ci seduciamo, conosciamo nuova gente. Un momento per noi. Assolutamente vivifico. Ne avevamo gran bisogno.

Eppure, in sordina, aleggiano beffardi i sensi di colpa.

Curvi: Ma perché devi sentirti in colpa?
Io: Perché loro stanno male e io mi diverto. Loro darebbero non so cosa per tornare a vivere "normalmente", ma non possono. Io, adesso, sì.
Curvi: Si tratta di allargare gli orizzonti.
Io: Cioè?
Curvi: Guardi basso e vedi una cosa. Guardi più in là e vedi loro. Alzi lo sguardo ancora di più e vedi popoli in guerra, violenze, gente che muore ogni momento.
Io: Non è la morte il problema, la morte fa parte della vita. Sono certi tipi di sofferenze che a volte sono pazzeschi.
Curvi: Appunto. Ma se tu ti senti in colpa, fai star meglio C. o le altre?
Io: No, lo so. So anche che noi abbiamo proprio bisogno - un bisogno psico-fisico - di tornare a fare queste cose.
Curvi: Si tratta di cercare di vivere con equilibrio la vita, ciascuno la propria.

Curvi ha ragione. Ma il cuore, a volte, è più lento.

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lunedì, 03 novembre 2008

Questo blog è iniziato così, per una spinta quasi di sfida. Non mi piacevano i blog. Non so più nemmeno perché. Forse li vedevo come un parolaio. Eppure mi piaceva parlare di storie, mie altrui, mi piaceva leggerle.
Poi la vita è diventata LA storia. E l'obiettivo è cambiato. Preferivo le persone in carne ed ossa, la comunicazione dei corpi, non solo parole, ma unità delle une e dell'altro.
E mi sono ripresa la MIA vita, quella più naturale, più intima e vera, libera. 
La parola scritta era sospesa. In tutto questo tempo solo il diario godeva delle mie storie. A chi mi chiedeva "non scrivi più?" rispondevo "la scrittura è sospesa, tornerà in un secondo tempo". 
Non so se sia giunto ora quel momento. Non so nemmeno se questo blog abbia ancora un senso.
Intanto sono qui. Senza fretta.

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venerdì, 24 ottobre 2008
Week end a Firenze. Ma prima una passata dalla parrucchiera, che è stra-ora.
Scriverò con più calma quando torno.
Ora vado a finire di preparare la valigia. Mi piace sempre tanto partire.
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mercoledì, 22 ottobre 2008

Però, caspita, è un bel casino rileggere i miei blog preferiti. Un sacco se ne sono andati. Chissà, forse torneranno. Prima o poi. Ci sto provando anch'io.

Sto cercando di scaricare Spybot & Destroy, ma l'ultima versione proprio non mi riesce. D'altra parte, con una linea analogica, cosa vuoi riuscire a fare? Ma qui, sulle montagne di Heidi, non c'abbiamo mica l'adsl, noi!

Sono al quarto anno della scuola e sto iniziando a fare il lavoro che mi piace. E' una gran goduria. Finalmente!

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martedì, 21 ottobre 2008

Che roba, però... qui ci sono un sacco di ragnatele...

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mercoledì, 26 dicembre 2007
Un po' in ritardo... ma le feste non sono ancora finite.
Auguro a tutti dei giorni sereni, per tirare il fiato, ritemprarsi. E ritrovare la verità del proprio cammino.
Un abbraccio ciascuno.
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venerdì, 30 novembre 2007
Non riesco a trovare il senso di scrivere, ora.
Faccio cose che mi piacciono, il tirocinio mi gusta da matti, ma non so come scriverne, senza sembrare banale.
E' che certe emozioni, certe esperienze, non hanno bisogno di parole.
Allora è meglio che sia zitta.
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mercoledì, 14 novembre 2007

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.
Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.
Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè.
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

Woody Allen

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categoria:leggendo
martedì, 13 novembre 2007
 

 

La letteratura,

come tutta l'arte,

è la confessione

che la vita non basta

(Fernando Pessoa)

 

 

Arterìa è anche pagine e si racconta. Arterìa è un luogo in attesa, è uno spazio di partecipazione, di storie. Arterìa vuole raccontarsi e decide di raccontarsi attraverso chi Arterìa la vive, e la cammina, la sceglie anche da lontano.

Nasce da qui l’idea di un concorso letterario. Una scusa, un motivo, per leggerci e raccontarci, l’Arterìa e la sua gente.

 

Ogni due mesi la redazione di Arterìa proporrà un tema, una variazione. I racconti dovranno essere inediti, avere una lunghezza  di massimo 5 cartelle (9000 caratteri spazi inclusi) e dovranno essere inviati a ufficiostampa@arteria.bo.it.

 

 

Ogni due mesi la redazione selezionerà 5 tra i racconti pervenuti che verranno pubblicati sul blog Arteria Racconta e successivamente letti in pubblico dagli autori durante gli aperitivi letterari organizzati da Arterìa Racconta.

 

L’Arterìa prevede la  pubblicazione di un volume, “Arterìa Racconta”, comprendente i migliori scritti pervenuti in redazione.

 

***

 

Prima variazione: BOLOGNA

Però che Bohéme confortevole giocata fra casa e osterie  quando a ogni bicchiere rimbalzano le filosofie... Oh quanto eravamo poetici, ma senza pudore e paura  e i vecchi "imberiaghi" sembravano la letteratura... Oh quanto eravam tutti artistici, ma senza pudore o vergogna
cullati fra i portici cosce di mamma Bologna...

Questo è il primo tema scelto: Bologna. Da qui, da dove l’Arterìa nasce e vive, vogliamo partire. Raccontateci Bologna, la Bologna  che vivete, quella che ricordate, quella che non avete mai visto, che avete letto o ascoltato. La Bologna che ogni giorno vi abbraccia, v’innamora, v’arrabbia… la Bologna sfondo, quadro, colonna sonora di un’idea, di un viaggio o semplicemente di un amore. La Bologna rossa, la Bologna grigia, una piazza, un gradino.

Bologna in poche pagine, le vostre.

 

Il termine per inviare i racconti a tema BOLOGNA è fissato per il 31 dicembre.

I racconti dovranno essere inediti e avere una lunghezza  di massimo 5 cartelle (9000 caratteri spazi inclusi) e dovranno essere inviati a ufficiostampa@arteria.bo.it.

 

Cos’è Arterìa: da uno storico locale di pubblico spettacolo situato nel cuore di Bologna è nato Arteria. Ristrutturato con tecniche e materiali propri dell’architettura naturale, Arteria ha dato vita a uno spazio che fa dell’interazione tra natura e tecnologia la sua caratteristica principale. Le pietre antiche delle cantine di un palazzo millenario entrano a far parte della scenografia globale e accompagnano la nuova vita dello storico locale di vicolo Broglio.

Arteria è un’idea in continua evoluzione, aperta a 360° verso tutte le forme d’espressione culturali ed artistiche, dalla musica, all’arte, dallo spettacolo alla buona cucina; un’idea che si propone di offrire stimoli, qualità e possibilità di interazione per una rivitalizzazione culturale e sociale.

Maria Luisa Fascì Spurio
Ufficio Stampa - Arterìa
vicolo Broglio, 1/E
40125 Bologna
Telefono 051 0868879 - 338 7560311
Info: info@arteria.bo.it; ufficiostampa@arteria.bo.it
www.arteria.bo.it; www.myspace.com/arteriabo/
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domenica, 21 ottobre 2007
Ecco: leggendo Zoro, io mi consolo.
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lunedì, 15 ottobre 2007

Respiro. Il primo ritmo quando si nasce. La prima azione, la prima danza.
Un rapporto d'amore: con l'aria, che accolgo e lascio andare, un ricevere e un dare. Senza la quale morirei.
Respiro. Che blocco, quando ho paura. Accelera, annaspa, corto.
Respiro. Contraggo, e rilascio.
Respiro. Vita che viene, m'impregna, s'impregna di me, e va, con la mia impronta nell'aria.
Respiro. In- ed es-. In- profondo, es- lungo, come una scia. Soffio vitale.
Nodi che si sciolgono. Il corpo che si apre, e si chiude. Ricevo, e lascio andare.
Respiro. Il primo. E l'ultimo.
Respiro. Riparto sempre da lì. E posso.

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mercoledì, 10 ottobre 2007
Ha smesso di farmi paura.
Non voglio cantare vittoria troppo in fretta, ma ha smesso - per ora - di farmi paura.
Non temo di toccarla, né di sentirla. Ascolto le sue magagne, senza sensi di colpa, senza simbiosi. Da persona a persona.
Do quello che posso dare, semplicemente. Senza pretese, nemmeno da parte sua.
Non sembra quasi vero.
Eppure non è una fantasia.
Mah. Staremo a vedere.
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venerdì, 05 ottobre 2007
Buon fine settimana a tutti!
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sabato, 29 settembre 2007
Noi mangiamo come esseri umani, ma defechiamo come animali.
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lunedì, 24 settembre 2007

Mi sta tanto sui coglioni aver compiuto 40 anni.
Sono cominciati gli -anta, porca puzzola! Il che mi fa un certo effetto. 
I 40 anni mi sembrano un'età perfida, che ti piglia per il culo: le persone più giovani ti vedono irrimediabilmente vecchia, quelle più vecchie nostalgicamente giovane; in realtà, non sei né l'una né l'altra.
È un'età beffarda, ecco.
A volte non riesco a essere ciò che sono, perché temo più come appaio. So che sono seghe mentali, eppure non riesco ad evitarle. Passeranno.

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lunedì, 17 settembre 2007
Ecco, fatto l'esame questo week end. Ora inizio il terzo anno della scuola di Firenze.
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mercoledì, 05 settembre 2007
Scaraventata in questo freddo autunnale, non riesco ad abituarmi. Mi sembra d'essere arrivata in una città di ghiaccio, ed è un vero choc, pensando che solo qualche giorno fa ero tra le braccia del mare caldo.
Un freddo che stringe la vita. E la tristezza di una natura che si contrae m'impregna l'umore.
Ma forse, anche questo, si può trasformare in danza.
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lunedì, 03 settembre 2007

In noi vi sono tutte le passioni
e tutti i vizi
e tutti i soli e le stelle
abissi e alture,
alberi, animali, boschi, fiumi.
Questo siamo.
Le nostre esperienze
sono nelle nostre vene,
nei nostri nervi.
Vacilliamo.
Ardenti
tra grossi blocchi di case.
Sopra ponti d'acciaio.
Luce da mille tubi
ci avvolge,
e mille notti violette
incidono rughe profonde
nei nostri volti.

George Grosz

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domenica, 02 settembre 2007
Tornata. Ieri. Dopo una bella vacanza in Puglia.
Oggi giornata di lavatrici e riordini vari.
Casa dolce casa. Con i nostri micioni, un bagno decente, una cucina comoda, il nostro bel lettone...
Non mi è mancata la tivù e nemmeno la radio. Due settimane di disintossicazione.
E, nel frattempo, ho compiuto 40 anni...
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giovedì, 05 luglio 2007

CHIUSO

per un po'

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martedì, 29 maggio 2007

Sabato sera Poto mi ha fatto un regalo. Anzi, più di uno.
Dopo cena siamo stati a un reading sul Gattopardo, in una nuova biblioteca di Firenze: la biblioteca delle Oblate, come mi ha detto Poto. Proprio bellina. E ascoltare le letture dei brani, così deliziose, mi ha fatto venire una gran voglia di recuperare il romanzo di Tomasi di Lampedusa.
Poto sapeva che mi sarebbe piaciuto. Mi ci ha portato per questo. Ed è bello sentirselo dire.
Poi gli ho chiesto di fare un giretto a Piazza della Signoria, per vedere le mie statue. Quelle della loggia. Ci potrei mettere una branda, lì. Non mi stanco mai di contemplarle. Ma devo stare attenta: se le guardo troppo, mi vengono le lacrime tutte le volte. Tutte le volte. La sindrome di Stendhal, come si suol dire. Travolta da tanta bellezza, viva più che mai.
C'era tanto di palco, davanti al Palazzo della Signoria, con pubblico seduto, e polizia a cavallo, a lato. Due cavalli, per la precisione. Uno color mattone, un po' nervoso per la folla, l'altro marrone scuro, quasi nero. Non ho resistito: dovevo toccarli. Ho indossato la mia faccia tosta e ho chiesto a uno dei poliziotti se potevo. Certo, è stata la risposta. Contatto. Feeling. Col cavallo più scuro.
Poto si è allontanato (forse l'ho fatto vergognare un po'), per capire che razza di manifestazione fosse.
Stavano portando via un pianoforte, ma la gente non accennava ad alzarsi. Così abbiamo aspettato anche noi, sui gradini della loggia. Era una commemorazione delle stragi italiane.
Liberato il palco, hanno letto da un manuale d'epoca, accompagnato da diapositive, un breve riassunto storico... del tango argentino! Con esibizione canora e danzante. Splendido. Sembrava apposta per me.
Poto ad un certo punto doveva tornare a casa - l'indomani lo aspettava una giornata di guardia. L'ho accompagnato un pezzettino, poi son tornata alla mia postazione per continuare a vedere quella meraviglia, e sentirmi vibrare dentro.
Alla fine ero felice. Ho avuto tutte le cose che piacciono a me. Senza chiederle. 
Mi è tanto caro, Poto. 

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